ANAGOOR

Leone d’Argento
per il Teatro alla
Biennale di Venezia

«Anagoor non è mai popolare nella scelta dei testi, eppure lo è, nobilmente, nella restituzione artistica».

Doveva succedere: finalmente Lago Film Fest incontra Anagoor, uno dei collettivi più radicali e brillanti della scena teatrale contemporanea, «un teatro in perenne tensione tra la balbuzie della barbarie e lo splendore cristallino del neoclassico». Il confronto con il mito, quello classico, è parte della struttura di Anagoor, compagnia che nasce a Castelfranco Veneto nel 2000 da Simone Derai e Paola Dallan per poi inghiottire come una stella vorace nuovi talenti: prima Marco Menegoni (oggi alla direzione insieme a Derai), in

seguito Moreno Callegari, Mauro Martinuz, Giulio Favotto; e poi molti altri, in un percorso che al lungo e instancabile apprendistato teatrale unisce immagine video e ricerca visiva, filologia, storia dell’arte, architettura, danza, musica. «Anagoor è l’alveo di una creazione aperta alla città e alle sue diverse generazioni, dove, in un tentativo strenuo di generare un’arte teatrale della polis, non trovano soluzione di continuità l’azione pedagogica nelle scuole, l’intervento sul territorio, il richiamo alla comunità, le

produzioni della compagnia». Il tutto nella campagna trevigiana, nella cosiddetta Conigliera, sede del progetto e vero allevamento di conigli convertito in atelier. Proprio in questi giorni, Anagoor ritirerà un meritato Leone d’Argento per il Teatro alla Biennale di Venezia. Tra le altre cose, la motivazione recita «Anagoor non è mai popolare nella scelta dei testi, eppure lo è, nobilmente, nella restituzione artistica». Ci sembra sia tutto qui.

Lunedì 23
ore 21.30
Vicolo Arco