FOCUS SELENIA ORZELLA

Nemo profeta in patria

Raccontare una storia
è un grande privilegio

Il giorno in cui è cominciato il mio viaggio a Nemo – Nessuno escluso era agosto, e a Gallipoli faceva un caldo mortale. Ero lì per girare il mio primo reportage: dovevo trascorrere una settimana insieme a una comunità cattolica, e con queste persone dovevo dormire in una camerata, mangiare, pregare, parlare di Dio ma soprattutto dovevamo gironzolare per la città proponendo abbracci gratuiti e regalandoli a chiunque li accettasse. Il primo giorno ho avuto una specie di attacco d’ansia. Avevo fatto mia la natura “immersiva” del programma – cosa che lo rendeva diverso da ogni altro show  del panorama televisivo italiano – ma mi sentivo parecchio a

disagio. Poi mi sono detta: quando ti ricapita di vivere una situazione così singolare? E così, libera da ogni pregiudizio, ho cominciato a sciogliermi, a lasciarmi andare. Raccontare una storia è un grande privilegio. Raccontare le storie delle persone che si fidano e si affidano a te lo è ancora di più, e quei ragazzi che mi hanno raccontato l’importanza della fede nelle loro vite, io non li dimenticherò mai. Per me Nemo, prima ancora che un programma televisivo, è un grande viaggio. Un viaggio grazie al quale mi sono messa in gioco personalmente, professionalmente e umanamente, misurandomi con mondi molto lontani dal mio: ho provato a lavorare

per un’imprenditrice cinese cercando di capire come avesse fatto ad avere successo in Italia; ho conosciuto Everard, un uomo inglese che vive con 12 bambole di silicone che sono le uniche donne della sua vita; ho incontrato delle giovanissime prostitute spagnole che mi hanno raccontato cosa le ha spinte a guadagnarsi da vivere lavorando in un bordello; e poi, non meno importante, sono diventata una Dama! (Non ridete, ho un certificato che lo attesta). Insomma, sono fiera di far parte di questo progetto così innovativo e ambizioso e resto con questa fantastica ciurma. Sempre pronta a partire e in attesa di nuove fantastiche avventure.