THE GREAT MEME WAR

Serata per autistici finti e terroristi in erba

I meme non se ne andranno: molto meglio farseli amici.

Che ruolo gioca l’anonimato in rete nella costruzione di una nuova arte? E perché una così gran fetta di quest’arte, dopo aver invaso la comunicazione e le nostre vite, si è stretta sotto l’ombrello dell’antibuonismo, della misoginia e del razzismo? Per quale scherzo del destino una rana fumetto di nome Pepe è diventata la nuova svastica? Ma soprattutto: come sottrarre una forma d’espressione efficacissima al dominio dei nuovi estremismi di destra? Definire cos’è un meme non è semplice. Si potrebbe dire «un frammento di cultura pop, quasi sempre divertente, inevitabilmente virale e aperto alla libera rielaborazione» e avremmo solo sfiorato la superficie.

Vale piuttosto il famoso adagio sulla pornografia: li riconosco quando li vedo. Dalle immagini con testo di Gene Wilder che ti compatisce nei panni di Willy Wonka agli esemplari più recenti e incomprensibili (se non a una ristretta cerchia di eletti, o di autistici autodiagnosticati), quella dei meme è innanzitutto la storia di un’anguilla in fuga dall’appeal di massa. Restano visibili gli effetti, dirompenti, nei campi della comunicazione, dell’ironia e della propaganda politica (sono stati i meme a far eleggere Trump nel 2016?). Li terremo monitorati nel corso di una serata densa di divertimento e apprensione; in compagnia di Alessandro Lolli, firma di riviste culturali

(Prismo, Pixarthinking, VICE) e autore de La guerra dei meme, bussola minima per chiunque voglia farsi strada nel labirinto delle interpretazioni e dei livelli di ironia; con Silvia Dal Dosso, filmmaker e membro del collettivo di artisti digitali Clusterduck, reduci proprio in questi giorni dalla mostra virtuale #MEMEPROPAGANDA; e infine con Lo Sgargabonzi, «il migliore scrittore comico italiano» secondo Internazionale, che non crea meme ma si muove nel solco della stessa ambiguità (ed è stato per questo bollato come fascistoide da Daniele Luttazzi in persona). I meme non se ne andranno: molto meglio farseli amici.

Giovedì 26 luglio
ore 21.00
Vicolo Arco
CONSULTA IL PROGRAMMA

LA GUERRA DEI MEME

Fenomenologia di uno scherzo infinito
Alessandro Lolli, Effequ, 2017

I meme da anni si vanno imponendo come forma di comunicazione umoristica di un’intera generazione. Cosa ci dice questo fenomeno del mondo che viviamo? A partire da una scienza, la memetica, nata 40 anni fa con Richard Dawkins e poi dissolta, il meme si presenta a oggi come dispositivo linguistico, anzi come linguaggio vero e proprio, con codici e obiettivi determinati. Un saggio, quindi, fatto per raccontare cos’è a oggi il meme, indagando proprio l’evoluzione di questo linguaggio, nelle sue funzioni, nei suoi fondamenti culturali, intrecciando storia, semiotica e politica, passando per community di memers, Alt-right e Donald Trump, gruppi di nerd e sottoculture.