FOCUS: PRISMA – LFF2021

Rifrazioni, convergenze, divergenze: a Lago Film Fest, per la prima volta, il cinema LGBTQIA+ reclama il proprio spazio in un’esplorazione in tre parti dell’adolescenza contemporanea e delle espressioni di genere.

Un prisma è un cristallo sfaccettato che rifrange la luce e la diffonde in una miriade di colori e riflessi. È l’immagine che dà il nome a Prisma, un programma tematico che vuole essere la prima battuta di un dialogo sui temi chiave del mondo LGBTQIA+, iniziando così una conversazione il più vasta, inclusiva ed eterogenea possibile.

Per l’edizione 2021, Prisma si concentra sul contrasto tra interno ed esterno, la consapevolezza di sé e il modo in cui si decide di presentarsi, le proprie emozioni e le percezioni altrui. Da un lato, Prisma esplora lo spazio liminale tra il maschile e il femminile, mettendo in gioco la pratica della drag ma anche la quotidianità e la storicità dei corpi che non si lasciano definire dal binarismo, a cui lancia una sfida; dall’altro, osserva le rappresentazioni dell’adolescenza queer e prova a delineare gli aspetti principali di una potenziale estetica LGBTQIA+.

Il risultato è una creatura favolosa e multiforme, sfrontata e al contempo introversa. È una chimera sgargiante e dalle molte voci, fatta di cortometraggi, talk e approfondimenti, e noi non vediamo l’ora di presentarvela.

Parlatele pure: non morde.

Queerscapes

Come si racconta l’adolescenza LGBTQIA+ oggi? Ha senso parlare di un’estetica queer contemporanea? Queerscapes scaturisce da queste due domande. I film che lo compongono vanno oltre il momento del coming out, e narrano invece storie di adolescenze forse solitarie, ma non intimorite; di orgoglio (proprio) e pregiudizio (altrui); di fine del mondo e nuovi, promettenti inizi. Sono storie che si snodano in riva al mare o dentro a negozi abbandonati, tra paesaggi desaturati e apocalittiche nebbie rosa. Sono un primo tentativo di risposta, il primo dispaccio di un’investigazione ancora in corso e in continua evoluzione.

Gender Terror

Rubando dal più famoso “Gender Trouble” di Judith Butler, Gender Terror vuole catturare quell’istante in cui vengono meno le nostre aspettative di fronte a un corpo che non si lascia immediatamente categorizzare come sicuramente maschile o sicuramente femminile. “Terror” non deve essere visto come un termine negativo, ma come un’opportunità: nei momenti in cui la nostra attenzione è concentrata su un qualcosa che ci mette in difficoltà, dobbiamo essere aperti ad imparare. 

Gender Terror esplora il liminale tramite la drag art, la polarità masc/femme, e le concezioni non occidentali di genere. Più di tutto Gender Terror mira a sfidare il binarismo ed esplorare i regni al di là di esso; lo sweet spot dove maschile e femminile si incontrano, si mescolano e si neutralizzano. Un genere fluido, come l’acqua del lago.

Chiara Puntil & Diana Mantese, curatrici

Prisma si compone di due programmi di cortometraggi, suddivisi in diversi blocchi di proiezione, per una durata totale di 120 minuti.

Prisma 1 (Queerscapes):

Fish Head / Grace Tan / 2020 / Fiction / Australia / 10’ / anteprima italiana

The Name Of The Son / Martina Matzkin / 2019 / Fiction / Argentina / 13’ / anteprima italiana

Escaping The Fragile Planet / Thanasis Tsimpinis / 2020 / Fiction / Greece / 17’ / anteprima italiana

Prisma 2 (Queerscapes vs. Gender Terror):

For Nonna Anna / Luis de Filippis / 2017 / Fiction / Canada / 13’

 

Purpleboy / Alexandre Siqueira / 2019 / Animation / Portugal / France / 14’

The Orphan / Carolina Markowicz / 2018 / Fiction / Brazil / 15’ / Anteprima italiana

Prisma 3 (Gender Terror):

The Ravenous Femme: Victoria Sin / Amrou al-Khadi / 2017 / Documentary / UK / 6’

Superbia / Luca Toth / 2016 /  Animation / Hungary / Czech Republic / Slovakia / 15’

A B S O L U C I Ó N / Fede Canal Santiangeli / 2020 / Fiction / Spain / 3’

Muxes / Ivan Olita / 2016 / Documentary / USA / 9’

Everybody’s Type / Isaac Lock / 2019 / Fiction / UK / 4’